“Colui che raccontò la Grazia”: tra hobbit, elfi e spiritualità, il libro di Mauro Toninelli

“Colui che raccontò la Grazia”: tra hobbit, elfi e spiritualità, il libro di Mauro Toninelli

Lo scorso giugno è uscito “Colui che raccontò la Grazia. Una rilettura de “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien”, il nuovo libro dell’autore lumezzanese Mauro Toninelli pubblicato da Cittadella Editrice. Si tratta di un saggio in cui si mettono in luce il sottofondo cattolico della saga, l’interpretazione di alcuni interrogativi cristiani e la loro centralità nella costruzione delle vicende. Ecco un caso in cui la teologia può arricchirsi tramite la letteratura romanzesca e viceversa, in un rapporto reciproco attentamente studiato dallo scrittore britannico.

Mauro Toninelli approda a questo libro tramite una passione per “Il Signore degli Anelli” che risale alle scuole superiori, quando un compagno di classe gli prestò il volume corposo e un po’ sgualcito. Da lì è nato il suo interesse per la saga e per Tolkien, che ha sentito il bisogno di scoprire ed esaminare addirittura fino alla tesi di laurea magistrale in scienze religiose, da cui è nato questo volume.

“Colui che raccontò la Grazia” si propone come un libro per tutti.A chi ha già lettole imprese di Frodo e Samoffre l’occasione di approfondire dei temi che possono passare inosservati. Nel caso in cui, invece, non è mai stata affrontata la lettura della saga, diventa uno stimolo per aprire il primo volume e cominciare questa avventura. Chi conosce Tolkien ha sicuramente delle competenze in più, ma il testo è dotato di un’appendice che aiuta chi non è preparato a comprenderne i fatti salienti e il lessico. Per la stessa ragione i primi capitoli tracciano la storia editoriale dei volumi, narrano la vita del loro scrittore e a piè di pagina ci sono delle note che contestualizzano i personaggi e gli eventi citati.

Ci si può avvicinare al libro di Mauro Toninelli anche per un interesse teologico. L’intento dell’autore, infatti, è far spiegare direttamente a Tolkien come ha scritto l’opera, anche attraverso lettere, saggi e altri testi privati. È stato detto molto sulla saga e sul suo impianto cristiano. Spesso le interpretazioni sono state allegoriche e quindi distanti dal pensiero dello scrittore stesso che si è sempre scagliato contro questa figura retorica.Attraverso la voce dell’autore si comprende come i libri in realtà siano cattolicinel lorosimbolismo e nella storia che raccontano anche se mai una volta viene citatoGesù. Lo sono nel modo di narrare le vicende di personaggi sempre liberi di agire. Durante le imprese di Frodo e i tentativi di Sauron di conquistare la Terra di Mezzo, infatti, è presente una forza che va al di là del male, ma elfi, hobbit e tutte le creature presenti hanno continuamente la possibilità di scegliere da che parte stare.

ELISA BELOTTI
 
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