Non che qualcuno potesse dubitare: padre Egidio Monzani ha il dono dell’ironia, e, guardando la sua imponente biografia, è abbastanza ovvio. La capacità di sdrammatizzare e di sorridere e far sorridere è un pre-requisito dell’intelligenza.
Da un paio d’anni ha la sua Santa Marta a Gazzolo, dove i lumezzanesi possono irrompere nella sua tranquillità, anzi, è bene solleticarli per togliergli pace, perché è talmente tanto ciò che quest’uomo può donare, che non ce ne vorrà dunque se ce ne approfitteremoviolando il suo riparo (a chi molto è stato dato, se la prenda col Suo superiore in caso…). Ma sappiamo che dà confidenza a questa terra, pensiamo agli incontri pubblici compiuti e a quelli ancora da celebrare.
Padre Egidio teologo, quindi, ma anche laureato in scienze dell’educazione, una vita nel mondo della comunicazione, nella direzione di periodici, il più grande studioso italiano di Massimiliano Kolbe e direttore del Centro Dantesco, quello che ha la sua sede all’ombra dei chiostri francescani di Ravenna.
E proprio legato al tema di Dante ecco la pubblicazione che ha voluto fortemente: La Divina Commedia per bambini dai 5 ai 100 anni (un po’ perché pare riecheggiare l’evangelico “Se non ritornerete come bambini…” e un po’ perché davanti all’Alighieri si è necessariamente tutti in età pedriatica).
Tre volumi, uno per cantica, scritti da Amedeo Tumicelli e illustrati con saggezza da Giustina De Toni, il che potrebbe apparire curiosa come espressione, invece c’è proprio una sapienza iconografica, una intuizione visiva che porta all’assimilazione dei contenuti.
Volumi introiettati secondo l’algoritmo di una divulgazione che non cade nel generalismo mediatico televisivo ma che sa farsi capire senza banalizzazioni o scese a patteggiamenti, senza aloni di opacità. Percepire l’ossatura senza ridurre all’osso: mica è facile!
I libri sono acquistabili con una scusa da bi-implicazione. Con il pretesto (anzi: pre-testo) di incontrare il sacerdote si possono acquistare i libri, ma anche con la scusa dell’acquisto dei libri si può stare con quest’uomo la cui capacità di comprendere il singolo gemellandosi con lui così come la collettività lascia stupefatti. Sguardo al dettaglio e visione d’insieme, senza mai cadere negli stereotipi della retorica, anzi, allergico ai manierismi e senza prendersi troppo sul serio, in una società come la nostra dove al ministro del culto preferisce il culto del ministro.


