La compagnia teatrale Profumo di cicoria prende parte alla rassegna “In Proscenio” proponendo lo spettacolo Il viaggio verso Itaca, che sarà in scena domenica 18 novembre nel teatro dell’oratorio di San Sebastiano alle ore 17.00 (non alle 17.30, contrariamente a quanto indicato in altre sedi).
Si propone al pubblico un percorso in uno spaccato di umanità, in cui è possibile capire qualcosa in più della propria vita, così come accade agli attori in scena.
Questo è il terzo anno di attività e creazione per Profumo di cicoria, compagnia nata dalla frequenza a un laboratorio teatrale annuale, in cui ogni partecipante lavora sulle caratteristiche che preparano chi recita a salire sul palco. Si indagano quindi l’improvvisazione, l’ascolto e la gestione dello spazio con uno scopo sociale: un’esperta che forma a livello teatrale non dà vita a degli attori professionisti, ma offre loro degli strumenti da usare in ogni campo, per esempio per parlare in pubblico, sentirsi sicuri, fare esperienze nuove, trovare un proprio spazio, caratteristiche importanti per affrontare la vita
Grazie all’unione di un gruppo molto affiatato, ogni componente si sente capace di mettersi in gioco e dare origine a uno spettacolo conclusivo del laboratorio che prende vita proprio da ciò su cui desidera lavorare e dalle esigenze legate alla fase della vita in cui si trova.
Il viaggio verso Itaca mostra il percorso compiuto lo scorso anno e prevede nove monologhi recitati da altrettanti attori e attrici, di varie età e alle prime esperienze, che hanno lavorato a lungo su come stare da soli in scena per mostrarsi vivi e credibili. I brani sono diversi ma legati dalla condizione di viaggiatori dei personaggi, che sono alla continua ricerca di qualcosa e, come Ulisse, giungono poi all’origine arricchiti, avendo conosciuto meglio se stessi.
Lo spettacolo si rivolge sicuramente agli adolescenti, i primi ad essere in un’importante fase di ricerca e definizione di sé, a ogni individuo adulto in cerca di un proprio obiettivo e a tutti coloro che sono incuriositi e disposti ad accettare questa provocazione a pensarsi sempre in cammino.
di Elisa Belotti


