Punto d’incontro con: Mark e Morgan. Il 21 giugno la prima “Unione civile” a Lumezzane

Punto d’incontro con: Mark e Morgan. Il 21 giugno la prima “Unione civile” a Lumezzane

DI MATTEO SALVATTI

Mark, Morgan. Prima di iniziare questa curiosa chiacchierata, specifichiamo subito: in Italia, secondo l’attuale legge, il “matrimonio” può essere contratto solo da persone di sesso opposto. E ha alcune caratteristiche proprie, come l’obbligo di fedeltà e il tempo di separazione previsto per lo scioglimento. L’unione civile, quindi, è una “specifica formazione sociale”. Fatta questa premessa, voi vi considerate coniugi, per cui quando utilizzerete il lessico proprio del matrimonio (o lo esprimerò io) sarà per semplificazione (non è ancora stato codificato un linguaggio dedicato) e per rispetto ai vostri sentimenti.

Dunque, chiusa questa parentesi, partiamo.

Per quale ragione avete deciso di stabilizzare ufficialmente la vostra unione?

Era qualcosa che ci sentivamo. Abbiamo iniziato a convivere poco dopo esserci fidanzati e da lì alla voglia di sposarsi il passo è stato breve.

Voi potreste indispettirvi per questa intervista, quasi vi vedessi come qualcosa di anomalo da conoscere. In realtà la notizia è che siete la prima coppia che a Lumezzane compie questo gesto e le novità fan sempre notizia: si pensi al clamore che fece la puntata televisiva di Undressed quando presentarono non due eterosessuali ma due gay trentenni: Cristian e Matteo.

Si tende sempre a voler fare degli omosessuali una gabbia, una categoria. Mentre siamo persone normalissime. Ci sono gay onesti e disonesti, colti e ignoranti, danarosi e meno, come per gli eterosessuali. Certo ci fa piacere di aver rotto il ghiaccio a Lumezzane.

Iniziamo a parlare di voi. Morgan ha quasi quarant’anni e Mark sette di meno. Ora vivete insieme a Gussago ma presto vi trasferirete a Lumezzane al Passo del Cavallo insieme ai vostri amati cani (allevamento Gilmore Heels). Oltre tutto in questo periodo Morgan ha trovato lavoro proprio a Lumezzane, perciò ogni tassello sembra combinarsi. Come è nata la vostra storia?

Mark ride mentre spiega: “Io l’ho rifiutato per molti anni, non lo conoscevo dal vivo e non cedevo! Poi ci siamo incontrati…

La vostra convivenza, nella quotidianità, è articolatamente congestionata? Due uomini in una casa, riuscite a dividervi armonicamente i compiti?

Sì, esattamente come in tutte le coppie. Non è raro accorgersi di uomini che cucinano perché le mogli sono negate.

E’ un dato di fatto che i gay siano visti come particolarmente inclini e legati all’attività sessuale. E’ solo un retaggio preconcettuale o c’è del vero?

Bisogna comprendere le situazioni. Purtroppo viviamo in un territorio dove molti non intendono uscire allo scoperto e vivere di conseguenza una relazione stabile “monogama”. Per cui per queste persone, che nella vita quotidiana spesso sono perfino sposate con figli, si limitano a vivere la propria omosessualità nell’esercizio della sessualità, per cui ecco il proliferare di chat e luoghi fisici d’incontro esclusivamente con quel fine. Poi, però, una volta che invece due gay vivono la loro storia, allora ecco che si strutturano in una coppia come tutte le altre etero.

Coming out (quello che una volta si chiamava meno correttamente “outing”) o no? Cosa consigliate a un ragazzo che si scopre gay?

Di essere se stesso! E’ buona cosa dichiararsi, ma non al mondo, ai propri familiari, agli amici più intimi. Non tenersi dentro tutto, ma nemmeno sbandierarlo, non è una cosa che deve interessare agli altri. Quello che non apprezziamo sono certe manifestazioni volgari e pittoresche.

Spesso si ritiene a torto che i gay si prendano molto sul serio, voi prendete il tutto con ironia?
Sì, anche parole che potrebbero offendere noi invece ci scheriziamo. Poi dipende sempre da chi le pronuncia e dal grado di affetto, di complicità. Ecco: è l’atteggiamento interiore che segna la linea di demarcazione tra una manifestazione simpatica e un’offesa greve alla quale reagire.

E’ difficile per un gay corteggiare? Perchè a un ragazzo quando piace una ragazza dà per scontato che questa apprezzi i maschi

Potrà apparire strano da comprendere, ma i gay hanno una sorta di radar, di sesto senso, si “riconoscono” subito, anche laddove un etero non lo penserebbe mai.

Si parla di lobby gay. Un gay è avvantaggiato o svantaggiato nella vita di tutti i giorni?

Il percorso per la piena integrazione è lungo, tuttavia le persone col tempo maturano, e maturiamo noi (ridono). Una volta soffrivamo davanti a certi epiteti ed etichette, ora capiamo che il problema è di chi esterna certe dichiarazioni, non nostro, un sano amor proprio, quindi. Tuttavia salvo alcuni casi particolari (il mondo della moda, per esempio, predilige la nostra sensibilità e visione raffinata) poi per il resto non è certo un vantaggio essere gay.

Voi siete credenti?

Crediamo che vi sia una dimensione ultraterrena, ultramondana. Crediamo ad esempio che chi ci ha preceduto ci assiste nell’aldilà e ci è vicino. Non ci riconosciamo però in nessuna religione ufficiale. Se Dio ci ha creati così non è certamente una colpa, e soprattutto  non è una colpa nostra.

Per voi l’unione civile non si configura come qualcosa di puramente formale. Ogni aspetto l’avete studiato come nei matrimoni tradizionali. Dunque bomboniere, partecipazioni di nozze…Quindi voi vi siete recati dal tal parente, con il quale (come avviene in questi casi) non c’era una grande frequentazione e gli avete confidato: “Carissimo, questo è il mio futuro marito, ti invitiamo alle nozze?”

Esattamente così.

E come l’han presa?
A essere sinceri meglio di come credi, ci siamo stupiti di quante persone, anche credenti, anche di notoria intransigenza, abbiano accettato l’invito di buon grado, anzi, qualcuno addirittura si è autoinvitato tanto ci teneva ad essere presente.

I genitori come vedono rispettivamente “l’altro”?

Molto bene, siamo stati fortunati. Siamo reciprocamente ben accetti.

Perchè avete scelto Lumezzane per suggellare il vostro rapporto?

I nostri paesi d’origine sono Lumezzane e Castegnato. Potevamo inoltrare la domanda in uno dei due comuni. Abbiamo fatto richiesta a Lumezzane, è stata accetata. Tutto qui.

Sapete già chi vi sposerà? Il sindaco, un assessore, altre figure delegate?

No, non lo sappiamo e la cosa non è di primaria importanza per noi.

Voi ora vivete insieme. Farete come molte coppie conviventi che partiranno dalla casa dei genitori?
Sì. Morgan partirà dalla casa dei genitori, mentre Mark dalla nostra attuale abitazione.

Addio al nubilato?

Ovvio! Ognuno con i rispettivi amici!

Avete già scelto come sarete vestiti?
Sì, ma non saremo vestiti entrambi allo stesso modo. Così come lo sposo non conosce l’abito della sposa, così sarà per noi. Ognuno ha scelto il proprio abito in autonomia: sarà dunque una sorpresa!

Dal 21 giugno porterete le fedi?

Certamente, come ogni coppia sposata. Le abbiamo scelte insieme, abbiamo gusti molto simili.

Saranno in molti alla cerimonia?

In Comune solo le rispettive famiglie e le persone a noi più prossime, una trentina in tutto più o meno. Ci sarà il cane! Poi al ristorante, davanti a una straordinaria veduta del lago di Iseo, faremo un’altra cerimonia per tutti gli amici, un centinaio di persone circa.

Avete pensato a un dress code particolare? A un tema che idealmente leghi la giornata?
Sì, dovrà essere una giornata colorata. Abbiamo chiesto quindi toni, cromatismi luminosi, accesi.

Ci sarà la torta nuziale?

Certamente!