È una decisione che, per certi tratti, potrebbe definirsi storica quella alla quale si è pervenuti nella giornata di giovedì 5 aprile.
Il tanto agognato depuratore della Valtrompia, ormai atteso da anni, si farà e la conclusione dei lavori dovrebbe avvenire non oltre la fine del 2019. Una comunione d’intenti quella fatta registrare da Asvt (Azienda Servizi Valtrompia) ed i comuni coinvolti che dovrebbe in questo modo portare ad un adeguamento alle norme europee ed in tal modo evitare pesantissime sanzioni da parte dell’Unione, che nel marzo 2017 ha già provveduto ad aprire le procedure di messa in mora.
A realizzare l’impianto di depurazione sarà Asvt, società partecipata al 75% da A2A, con un investimento complessivo che sfiorerà i 36 milioni di euro, di cui ben 27 serviranno per trattare i reflui generati da 85mila abitanti equivalenti, 6 saranno destinati all’acquisto di aree e ad opere accessorie (come ad esempio l’innalzamento degli argini del Mella per proteggere il depuratore da eventuali esondazioni e la realizzazione di un raccordo stradale) ed infine 3 per la possibilità di ampliamento della capacità sino a 138mila abitanti equivalenti.
Per il momento si procederà con l’appalto da 27 milioni, per il quale l’amministratore delegato di Asvt, Pier Costante Fioletti, ha aperto la gara, la cui assegnazione è prevista per il prossimo giugno (in tal modo la partenza dei lavori potrebbe avvenire in agosto consentendo il rispetto dei tempi previsti).
Parte dei costi sarà inoltre coperta da un finanziamento a fondo perduto di 14 milioni pervenuto attraverso l’Ufficio d’Ambito di Brescia.
Sarà un progetto che coinvolgerà i territori di ben 11 comuni (Bovegno, Pezzaze, Tavernole, Lodrino, Marcheno, Gardone, Sarezzo, Lumezzane, Polaveno, Villa Carcina e Concesio) e si integrerà col paesaggio, dal momento che le vasche di depurazione saranno coperte da una struttura prefabbricata che sarà completamente rivestita da un manto verde e gli odori e i rumori saranno ridotti al minimo.
Un lungo percorso quello che ha portato alla recente decisione, che nasce nell’ormai lontano 2009 con il mancato rinnovo delle autorizzazioni a scaricare i reflui civili nel Mella e che ha costretto ad un ripensamento dell’intera gestione.
Ancora aperta resta invece la questione collettamento verso quello che sarà il nuovo depuratore, con un investimento complessivo di 45 milioni che richiederà necessariamente tempi di realizzazione più lunghi dato che in questo caso i lavori dovranno necessariamente fare i conti con la viabilità e, con tutta probabilità, non saranno ultimati prima del 2021.
di Giorgio Baronchelli


