Davide Manfredotti – Dal 26 agosto al 6 settembre la Turchia è stata teatro del Transanatolia Rally Raid, una delle gare più dure al mondo. Oltre 2.200 chilometri tra deserti infiniti, altipiani sopra i duemila metri, il sole cocente e perfino la grandine hanno messo alla prova piloti e mezzi. In questa cornice estrema Maikol Reboldi, 22 anni, di Lumezzane, ha scritto una pagina sportiva memorabile conquistando il terzo posto assoluto.
La sua corsa è stata un’altalena di emozioni. Sin dal prologo iniziale il giovane del Moto Club Lumezzane, in gara con il Team Razormotocorse, ha mostrato di avere il passo giusto chiudendo quarto, per poi salire subito sul podio provvisorio con un brillante terzo posto nella seconda giornata. La gara si è fermata bruscamente alla terza tappa per il tragico incidente che ha tolto la vita a un pilota turco di quad, lasciando un segno profondo in tutti i concorrenti. Alla ripresa Reboldi ha impressionato tutti: spingendo al massimo ha vinto la quarta tappa e conquistato addirittura la vetta della classifica generale, lasciando intravedere il sogno di un trionfo assoluto.
Il destino però ha messo alla prova la sua resistenza nella quinta giornata. Partito davanti a tutti come apripista, a pochi chilometri dal traguardo è caduto rovinosamente. Nonostante il via libera dei medici a continuare, ha dovuto attendere l’arrivo di un casco di riserva e ha perso quasi un’ora, precipitando indietro in classifica. La corsa sembrava compromessa, ma il giovane valgobbino ha dimostrato carattere e caparbietà straordinarie. Nella sesta tappa, partendo addirittura ventiseiesimo, ha recuperato venti minuti e ha chiuso quarto: una rimonta già sovrumana. Spinto dalla voglia di riscatto, nella settima giornata ha continuato a guadagnare terreno fino ad avvicinarsi di nuovo al podio.
L’epilogo è stato da film. Nell’ultima tappa, disputata sotto grandine e temporali, Reboldi ha dato tutto, strappando altri minuti preziosi. Non sarebbero stati sufficienti per scalare la classifica, ma un guasto tecnico all’impianto di navigazione del rivale gli ha aperto la strada: all’arrivo ha tagliato il traguardo terzo assoluto, riportando a Lumezzane un risultato di valore mondiale.
La sua impresa porta la firma anche del team guidato da Paolo Raza, che dopo la caduta ha ricostruito la moto in una sola notte sotto lo sguardo attento degli ispettori di gara, smontandola e rimontandola pezzo per pezzo fino a renderla pronta appena mezz’ora prima della partenza. A rendere possibile tutto questo è stato anche il sostegno di diverse aziende del territorio, da Bonomi Acciai a Ingotools, da CSP a Galvanicolor, da Alberti a Cavagna Mosè, fino a Idealcasa, Gobbia River e LDDS, che hanno creduto in un progetto sportivo fondato su passione e valori autentici.
Per Reboldi questo podio non è un traguardo definitivo, ma un punto di partenza. In Italia lo attendono nuove prove nel campionato nazionale, con la determinazione di chi ha già dimostrato di saper affrontare le sfide più dure del panorama internazionale.


