Davide Manfredotti – La nuova edizione del Premio internazionale Franciacorta ha celebrato autori e opere che hanno lasciato il segno, confermando la rassegna come uno degli appuntamenti più attesi per chi ama la cultura e la scrittura. Un evento che ogni anno unisce libri, musica e spettacolo, con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso il talento di scrittori e ricercatori.
Un settembre da protagonista per Egidio Bonomi. Lo scrittore bresciano ha vinto il Premio internazionale Franciacorta 2025, aggiudicandosi la sezione Letteratura con il libro “Ministro”, ispirato a una storia vera. Ma non solo: tornano sugli scaffali anche due sue opere molto amate, “La Lumezzane che non c’è più” (che continuerà ad essere distribuita gratuitamente) e la biografia di don Bossini, conosciuto come “El beat curadi”, nuovamente disponibile per l’acquisto.
Il prestigioso riconoscimento, dedicato quest’anno a Vanni Oldrati e promosso dall’associazione In Vino Veritas guidata da Mariuccia Ambrosini, è stato consegnato domenica 7 settembre nella Sala del Pianoforte del Comune di Rovato, alla presenza del sindaco Tiziano Alessandro Belotti.
Il concorso ha messo in campo tre sezioni, con giurie formate da docenti e studiosi. Per la Letteratura hanno valutato Roberta Selmi, Ernesto Betta, Stefano Verdino e Simona Gavinelli, che hanno premiato Bonomi. Per la Storia è stata Anna Tonelli a imporsi con “Presidentesse. Le donne del Quirinale nell’Italia repubblicana”, sotto la presidenza di Gabriele Archetti insieme a Claudio Azzarra e Luigi Mariani. Infine, per Arte e Archeologia, la vittoria è andata a Silvana Rapuano, grazie agli studi sul Castello di Caiazzo condotti nel biennio 2020-2021, con la giuria composta da Simona Moretti, Paolo De Vingo e Francesca Stroppa.
La cerimonia è stata arricchita dalla voce di Daniele Squassina, che ha interpretato alcuni brani tratti dalle opere vincitrici, e dalle esecuzioni musicali proposte dal maestro Giuseppe Fanciullo. Al termine, una degustazione di prodotti tipici della Franciacorta ha reso ancor più lieto il partecipatissimo evento. Per Egidio Bonomi il riconoscimento a “Ministro” e la ristampa di due opere storiche segnano un momento di grande visibilità: una conferma della sua capacità di raccontare, attraverso vicende e figure reali, la memoria e l’identità di un territorio che continua a riconoscersi nei suoi libri.


