Giovanni Malfenti – Nel Bresciano continua il processo di riorganizzazione della sanità territoriale, con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza tra domicilio e ospedale. Tra le strutture in arrivo, un ospedale di comunità sorgerà a Gardone Valtrompia entro il 2026, rispondendo così alle necessità anche dei cittadini di Lumezzane. Questo progetto fa parte del più ampio piano che prevede la creazione di dodici ospedali di comunità nella provincia di Brescia, finanziati con i fondi del Pnrr. Questi, introdotti dal decreto ministeriale 77/2022, rappresentano un’importante risorsa per chi necessita di cure che non possono essere gestite al domicilio, ma che non richiedono il ricovero in un ospedale tradizionale. La loro funzione è quella di offrire una forma di assistenza intermedia: i pazienti vengono accolti per brevi periodi, generalmente non superiori a trenta giorni, per ricevere interventi sanitari a bassa intensità clinica.
Le strutture, dotate di venti posti letto ciascuna, sono gestite prevalentemente da personale infermieristico, con supporto medico garantito nelle ore diurne. L’ospedale di comunità di Gardone, che sarà realizzato su tre piani per un totale di seimila metri quadrati, comprenderà anche una casa di comunità, offrendo così un’ampia gamma di servizi sanitari per il territorio. La gestione sarà affidata alle Cot (Centrali operative territoriali), che operano in stretta collaborazione con i medici di base e con le altre strutture del sistema sanitario, per garantire la continuità delle cure e valutare anche le fragilità sociali dei pazienti.
Attualmente, nella provincia di Brescia sono già operativi cinque ospedali di comunità, tra cui quelli di Leno e Prevalle, e altri sono in fase di apertura o costruzione, come quello del Civile. A Gardone, l’arrivo di questa struttura è visto come un passo significativo per migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria locale, con benefici anche per i cittadini di Lumezzane e delle aree limitrofe, che potranno usufruire di una cura più vicina e adeguata alle loro esigenze senza doversi necessariamente rivolgere ai grandi ospedali della città.


