
Elena Muti – Il 31 gennaio, giorno della morte di San Giovanni Bosco, è diventato un momento di grande festa per gli oratori in molte parrocchie italiane. Questa data commemora non solo la vita e l’opera di Don Bosco, ma celebra anche l’eredità duratura degli oratori come luoghi di formazione integrale.
Nella zona Ovest di Lumezzane, le parrocchie si preparano a celebrare la festa di San Giovanni Bosco il 31 gennaio. La giornata inizierà alle ore 19 con una santa messa nella chiesa parrocchiale di Fontana, un momento di riflessione e preghiera per onorare il santo patrono degli oratori. Successivamente, alle 20, si terrà una cena a base di spiedo aperta a tutti i volontari delle parrocchie della zona ovest, che contribuiscono al continuo successo delle iniziative.
Questo evento non è solo un’occasione per celebrare la figura di San Giovanni Bosco, ma anche per riconoscere l’importante ruolo svolto dagli oratori nel plasmare le vite dei giovani. L’eredità di Don Bosco vive attraverso le generazioni di ragazzi che, grazie agli oratori, trovano non solo un luogo di apprendimento, ma anche una comunità che li sostiene nel loro percorso di crescita personale e spirituale.
In questo giorno speciale i volontari potranno scambiarsi i reciproci sorrisi che alimentano le azioni di tutto l’anno. Un momento per essere vera comunità e sorridere insieme condividendo l’esperienza di fede.
San Giovanni Bosco, noto anche come Don Bosco, è universalmente riconosciuto come il vero creatore degli oratori, luoghi che si sono rivelati fondamentali nell’accoglienza e nell’educazione dei ragazzi poveri. Sebbene figure come san Filippo Neri abbiano precedentemente intrapreso sforzi simili, è con Don Bosco che la visione degli oratori ha raggiunto nuove vette di impegno e dedizione.
L’idea di creare centri oratoriali dedicati all’accoglienza e all’educazione dei giovani svantaggiati ha radici profonde nella missione del santo piemontese. La sua visione va oltre la mera istruzione; egli ha cercato di trasmettere valori, spiritualità ed educazione attraverso il divertimento e l’esperienza di stare insieme. Gli oratori sono diventati il veicolo attraverso il quale il sacerdote piemontese ha continuato a portare avanti il suo impegno, creando spazi in cui i giovani potessero crescere non solo intellettualmente, ma anche moralmente e spiritualmente.


