Elena Muti – La Valle Gobbia vive oramai da anni il triste processo di calo della popolazione. Fattori sociali come questo segnano necessariamente un ridimensionamento rispetto al passato: quando la grande Lumezzane, fortemente abitata, era in grado di offrire e gestire servizi in tutte le proprie frazioni. Gli enti locali sovraccomunali ovviamente non consentono l’offerta per ristretti numeri di popolazione e questo, dunque, deve far mutare il quadro e cambiare alcune consuetudini organizzative.
L’ultimo evento ha colpito la scuola primaria Gianni Rodari di Gazzolo che, per il ristretto numero di iscritti, sarà costretta a chiudere il prossimo anno scolastico. Una decisione presa a malincuore ma già nell’aria da tempo: gli alunni saranno trasferiti a Piatucco. Già all’inizio dell’anno scolastico scorso i numeri non erano stati sufficienti a formare una classe prima, episodio che si è ripetuto anche per questa stagione. Al momento, dunque, la scuola ospita solo una terza, una quarta e una quinta. Per questo motivo un tavolo tecnico comunale ha aperto il dialogo con il consiglio di istituto per una proposta di chiudere il plesso dal prossimo settembre, dirottando le classi a Piatucco alla Caduti della Patria. Scelta obbligata ma vantaggiosa.
Anche altri plessi scolastici rischiano di fare la fine di quello di Gazzolo. Da tempo la primaria di Fontana è sotto osservazione ma, al momento, i numeri sono ancora sufficienti a garantire il servizio alla Aldo Moro. Due anni fa la scuola elementare non era stata in grado di formare una prima, a causa dei numeri esigui, situazione che però non si è ripetuta nelle stagioni scolastiche successive.


